Original page: https://www.caritas.mo.it/centrodiascolto
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CENTRO DI ASCOLTO
“BENITO COCCHI”

Il Centro di Ascolto Diocesano “Benito Cocchi” è il luogo pastorale che esprime il mandato che la Chiesa di Modena affida alla Caritas per incontrare i poveri e
vivere nel quotidiano l’esercizio della Carità, sensibilizzare la comunità civile e parrocchiale ad accogliere i bisogni dei più fragili, non duplicando una serie di servizi che le Istituzioni Pubbliche e i Servizi del territorio offrono a residenti e non.
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Domande frequenti sul Centro d’Ascolto Diocesano

Dove e come trovarci
Il Centro d’Ascolto Diocesano Benito Cocchi si trova a Modena in Via dei Servi 13

L’apertura al pubblico per un primo ascolto avviene su appuntamento.

Per contattarci:

telefonaci al numero 059 7471557

oppure scrivici all’indirizzo email caritas@modena.chiesacattolica.it

Metodo e stile
L’ascolto che oggi il Centro di Ascolto si ripropone di offrire è orientato a:

costruire una conoscenza con la persona, in ambienti diversificati, superando un approccio orientato alla prestazione, in cui si dà risposta alla richiesta specifica della persona, in alcuni casi secondo una logica di urgenza, per adottare un approccio più orientato alla costruzione di una conoscenza per l’azione, che ha l’obiettivo di riformulare i problemi presenti e collegare risposte concrete dentro a un percorso;

comprendere e rielaborare insieme i problemi portati: a volte, infatti, gli stessi strumenti “prestazionali” vengono utilizzati per offrire una risposta immediata che soddisfa solo temporaneamente il bisogno presentato nell’urgenza. Gli operatori del Centro di Ascolto si propongono, piuttosto, di aprire alla possibilità di vedere insieme alla persona gli elementi più critici della situazione vissuta;

vivere una fase conoscitiva autentica, che richiede un tempo di attesa e di sospensione, all’interno di vari contesti, in cui si mettono in campo risorse (degli operatori, di volontari, di coloro che si rivolgono al Centro di Ascolto) per capire che decisioni assumere;

accogliere quello che l’altro dice: nello stare e sostare sulle questioni, senza giudizio, nell’aprire e approfondire, nel restituire quello che si è compreso, nell’aiutare a riformulare i problemi che l’altro porta per ripensare ad azioni concrete che si possono mettere in campo;

accompagnare le Caritas Parrocchiali, i parroci e i singoli operatori pastorali a sviluppare un ascolto diffuso, in situazione, e poter contare su degli operatori pastorali diocesani capaci di mettersi a fianco per co-progettare degli interventi o delle ipotesi di lavoro in sinergia con il Servizio Sociale Territoriale;

sostenere dei tavoli di lavoro congiunto con Servizi Socio-Sanitari territoriali e parrocchie dei vicariati per un lavoro sociale sempre più orientato non solo ad erogare servizi, ma a sviluppare contesti capaci di welfare generativo, dunque a produrre strumenti di lavoro e di conoscenza condivisi, a partecipare a momenti di formazione condivisi finalizzati ad essere sempre più disponibili a conoscere il soggetto non solo come individuo, ma anche all’interno del contesto in cui vive e in cui si relaziona.